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| PAFFETT DOMINA LA GARA, SCHEIDER IL CAMPIONATO |
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Hockenheim. Se Mattias Ekström non si fosse ritirato per aver appoggiato il radiatore sul gancio di Gary Paffett, probabilmente avremmo titolato “La gara conferma il risultato delle prove”, ed è esattamente quello che è accaduto, con le C-Klasse di Paffett e Di Resta che hanno stretto nella morsa la A4 DTM dell’ormai bi-campione Timo Scheider, che pur velocissimo, non ha minimamente ceduto all’ipotesi di invischiarsi in un duello-trappola con gli inglesi della “Stella”: ha mantenuto la freddezza necessaria, pensando al campionato e non alla gara. Chissà se Norbert Haug riuscirà ad affermare che si tratta di una strategia illegale, sempre che non sia soddisfatto della vittoria di HWA tra i Teams ! Allo “Start!” Ekström e Paffett partono bene, Scheider è una fionda e li affianca, ma essendo all’esterno li deve lasciare andare con Paffett che “intimidisce” lo svedese con una sportellate non vista dai commissari e si porta al comando; Kristensen e Tomczyk si girano, il danese riprende, mentre il tedesco si ferma, come Ralf Schumacher, che perde il cofano della sua C-Klasse. Il tedesco ha il primato assoluto di remunerazione per ogni giro compiuto, inoltre costa molto caro in rialzi a causa della lunga serie di danni provocati alla vettura!! Al 3° giro Ekström ripassa Paffett al tornante e si riporta in testa, ma col radiatore bucato e al 4° si ritira; Paffett conduce con mezza macchina su Scheider, poi Di Resta, Winkelhock, Jarvis, Prémat, Spengler (risalito con autorevolezza), Green, Lauda, e Maro Engel. Al 10° giro Lauda, Rockenfeller, Legge e Bakkerud cominciano la saga dei Pit Stops, mentre Kristensen ingaggia una bella lotta con Susie Stoddart, che cede al danese in rimonta. Al 14° giro il leader Paffett fa il primo stop, seguito, a quello successivo, da Scheider, marcato a vista da Di Resta, mentre gli ultimi sono Prémat e Kristensen al 20°, col francese in gran spolvero che gira fortissimo con la sua A4 2008, costantemente incitato dal suo ingegnere Laurent Fedacou. Al 22° la “Ragazza delle Highlands” inaugura la seconda serie di stops che termina al 28°, quando troviamo nell’ordine: Paffett, Scheider (a 2”7) Di Resta, Kristensen, Prémat, Spengler, Winkelhock, Jarvis, Green e Rockenfeller, con Jarvis e Green che si fanno un bel boccone passando il nipote di “Smoking Jo”. Tutto tranquillo fintanto che al 31° giro la Stoddart richiama l’attenzione con un botto violento alla prima curva, che si spiega con la perdita della down force a causa di un passaggio sul cordolo, cosa che ad oltre 230 all’ora fa volare la vettura (chi ha dubbi sulla efficienza aerodinamica delle DTM si sarà ricreduto), a nulla vale il controsterzo da “drifting” della scozzese, che guizza fuori dal relitto, mentre entra la Safety Car. Il Restart al 36° giro non provoca adrenalina, Spengler subisce il sorpasso ad opera di Jarvis e Green e al 38° giro Lauda pensa bene di rovinare a Kristensen la sua ultima gara, agganciandolo al tornante: bel colpo! (30 secondi di penalità non cancellano l’amarezza del “Grande” danese!). Il giro successivo la bandiera sventola su Paffett, ma il secondo posto è sufficiente a Timo Scheider per laurearsi campione per il secondo anno consecutivo; Paul Di Resta completa il podio, ma a nostro giudizio è Alexandre Prémat che ha compiuto la gara migliore, con un crono da “09” e questa volta senza aggrovigliarsi con nessuno! Audi quindi vince il titolo per la terza volta consecutiva, contro ogni pronostico o pianificazione “per il bene del DTM”, Mercedes deve ingoiare il rospo “obtorto collo” e a nulla è valsa l’influenza “politica” sui commissari della DMSB, che è stata una costante di questa stagione, con i piloti Audi sorvegliati speciali e regolarmente puniti. Nel corso dell’ultima conferenza stampa è stato chiesto ai due boss Ullrich e Haug se avessero intenzione di adottare “ordini di scuderia”: mentre l’austriaco dell’Audi ha detto che non ci trova nulla di strano, Haug ha replicato lanciando le sue solite invettive contro i “Team orders”, che giudica immorali, in spregio allo sport e agli spettatori, etc. etc. Gli consigliamo di consultarsi col nuovo Presidente della F.I.A., magari Todt ha qualche argomento convincente……vista la sua passata esperienza!! Da oggi si gira pagina e si guarda con curiosità al 2011 (non è un errore del…proto!!), quando finalmente sarà in vigore il nuovo regolamento, che sta scrivendo Michael Bernard di concerto coi costruttori di oggi e quello di domani: infatti sembra proprio che a Monaco di Baviera siano sul punto di sottoporre al Board il progetto, che dopo l’uscita dalla F.1 vede la partecipazione al WTCC poco qualificante per BMW (ma molto per Seat, Lada, Honda…..). Si sussurra che si stia per contattare un ex pilota, vera icona del DTM, che potrebbe allestire uno dei Teams ufficiali, apportando la sua esperienza e il suo carisma, anche politico: speriamo di poter salutare il “newcomer” con un bene augurante “Hola!!” Il problema maggiore per Aufrecht (che ha festeggiato 333 gare da boss del DTM!), Betzler e Mertes sarà quello di attrarre e appassionare il pubblico (quest’anno in leggero calo) nel corso del 2010: servono nuove attrazioni (la VW Scirocco a metano è un’ottima iniziativa in chiave ecologico-sportiva), un calendario ben studiato e una sapiente regia. Sono tutte cose che i tre conoscono benissimo e che praticano da anni con successo! Poi, nel 2011, si riparte alla grande! (Guido M. Pedone) Ordine di arrivo
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